La finestra sul tetto Introspettiva Pochi respiri. Dal lucernaio vedo alte stelle, distese nell’ovatta dei cirri, confidarsi al mio orecchio. Il bocciolo e’ dischiuso come l’astro chino sul fiume. E’ la vita che scorre, torna alla terra al granaio, in attesa di un’altra messe. L’occhio attraversa muri perniciosi, passaggi invisibili. Danza lo scheletro dell’alba, danza in compagnia delle ombre, e il corpo trascina alla vera notte. Vedo un altare sul grande terrazzo, vedo un lume poi spento dal vento. Mille spighe di grano, e ancora una falce. (L’oscurità si mostra mendace, dalla finestra sul tetto) Roberta Vasselli Venezia, 28 ottobre 2004 Riflessioni postume, ad un funerale a cui ho partecipato ieri. E’ implicito che questi eventi lascino un messaggio, un segno, al comune destino a cui apparteniamo.